Intervento dell'ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran nel Convegno ISIAMED

mar, 8. ottobre 2013 | Politica

Gentili Signore e Signori, buon pomeriggio, Innanzitutto vorrei ringraziare il Dr. Antonio Loche e i Suoi collaboratori dell’Istituto ISIAMED per l’organizzazione di questa conferenza. Siamo qui oggi con l’intento di ridar vita all’Associazione di amicizia e cooperazione Italia – Iran e nell’auspicio che inizi una nuova stagione di collaborazioni tra la Repubblica islamica dell’Iran e la Repubblica italiana.


Desidero altresì ringraziare l’On. Ettore Rosato, che nonostante i molti impegni parlamentari ha accettato la Presidenza dell’Associazione. La speranza è che nella nuova congiuntura, che segue le recenti elezioni presidenziali in Iran, si possano realizzare le condizioni per un rafforzamento e ampliamento delle relazioni tra i due Paesi in ogni ambito. Un grazie doveroso anche agli uomini e donne di cultura qui presenti, gli imprenditori e i colleghi diplomatici.

Gentili presenti,
L’Iran è situato in Medio Oriente circondato da circa 15 paesi con una popolazione di 75 milioni di abitanti che si interfaccia complessivamente con un bacino composto di 500 milioni di persone. Questa posizione privilegiata e la lunga storia della sua civiltà nel corso del tempo hanno donato all’Iran la capacità di esercitare un’influenza determinante, in ragione di cui questo Paese è sempre stato definito “l’ancora della pace e stabilità in Medio Oriente”.

Gentili presenti,
Come noto, il processo democratico in corso ha condotto in occasione delle undicesime elezioni presidenziali nella Repubblica Islamica dell’Iran svoltesi nel mese di giugno 2013 alla conferma e fiducia da parte dei votanti iraniani del programma e degli intenti del Dr. Hasan Rouhani, che è stato eletto Presidente della Repubblica con la maggioranza assoluta dei voti. Egli che ha fatto della “moderazione” il cardine del proprio programma, ha presentato agli iraniani un governo di “speranza e buona amministrazione”; ora attraverso il suo nuovo governo ha compiuto concreti passi in questa direzione secondo il concetto in base a cui la moderazione nel fare e nel dire è intesa come il creare un equilibrio tra ideali e realtà, tendendo alla realizzazione degli ideali.

Gentili presenti,
Con l’elezione del nuovo presidente si offrono a noi occasioni nuove, foriere di evoluzioni positive sia sulla scena interna che regionale, internazionale e in generale nel rapporto con gli altri Paesi.
Riguardo alla politica interna, egli sottolinea le caratteristiche di imparzialità, trasversalità e meritocrazia del suo governo e la sua apertura al pluralismo e alla molteplicità di opinioni.
La politica estera del Dr. Rouhani si potrebbe sintetizzare in un “idealismo realistico”, in grado di interagire con l’ordine internazionale, in un equilibrio di potere basato sulla moderazione e distensione in un’ottica di “costo-beneficio”.
Con queste convinzioni, nella sua prima intervista concessa il 20 settembre u.s. ad una rete televisiva straniera, il Presidente ha affermato che a livello globale esistono dinamiche per cui tanto maggiori sono le relazioni tra le nazioni e minori le distanze fra esse, tanto più e meglio è possibile operare nell’interesse delle nazioni stesse: calcoli errati e sospetti hanno eretto numerosi muri tra le nazioni e il compito dei leader politici è ora quello di abbattere questi muri.
In concerto con le politiche fin qui esposte, alcuni degli obiettivi in materia di politica estera del governo Rouhani possono essere così sintetizzati:

-          Interazione costruttiva ed efficace con il mondo;

-          Distensione, ricostruzione e correzione delle interazioni con le grandi potenze internazionali agendo negli interessi reciproci;

-          Normalizzazione e miglioramento delle relazioni con i paesi della regione in particolare con quelli confinanti;

-          Ricostruzione delle relazioni con i partner tradizionali in Asia ed Europa;

-          Esercizio di un’influenza costruttiva sulle evoluzioni globali in particolar modo negli ambiti della lotta al terrorismo, agli estremismi e alla prevenzione della diffusione delle armi di uccisione di massa;

Per questo motivo nel suo intervento storico presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il Presidente ha invitato i Paesi del mondo alla collaborazione ed intesa difronte al radicalismo e alla non moderazione in tutte le loro forme.

Gentili presenti,
Nella nuova stagione che ha avuto inizio e che realizza le speranze di molti in Iran e di molti amici dell’Iran, si nutre l’auspicio che attraverso una manifesta chiarezza di azioni e intenti, si rendano inefficaci le manovre di quanti inneggiano alla guerra sostengono menzogne e che sia chiara per tutti la natura pacifica del nostro Paese. Le nuove condizioni creatisi offrono le occasioni migliori per trasformare una partita in cui tutti perdono, in una partita in cui tutti sono vincitori.

Ritengo necessario aggiungere che nel quadro delle relazioni tra l’Iran e l’Europa, l’Italia abbia una collocazione privilegiata. L’Italia e l’Iran godono di antiche radici storico-culturali in Asia e Europa e nel corso dei secoli hanno avuto relazioni amichevoli; contando su queste preziose affinità, i due Paesi hanno collaborato anche in circostanze difficili.

 L’Iran oltre a godere di numerose e varie risorse naturali, si avvale di una popolazione giovane, efficiente e istruita. L’Italia, tra gli otto paesi più industrializzati del mondo è in grado di garantire prodotti industriali e attraverso il trasferimento di tecnologia ed esperienza, è in grado di svolgere un ruolo prezioso nelle collaborazioni bilaterali attraverso forme di joint ventures.

Purtroppo, nonostante quanto esposto, il volume dell’interscambio tra i nostri paesi nel 2012 è diminuito notevolmente rispetto all’anno precedente. Negli ultimi anni la Repubblica Islamica dell’Iran ha perso la propria quota nel mercato petrolifero italiano e le esportazioni italiane verso l’Iran hanno subito un calo notevole. Nelle attuali circostanze si avverte più che in passato la necessità di ottimizzare gli sforzi per mettere a frutto le capacità complementari dei due Paesi.

Si osserva quindi come le turbolenze create nelle relazioni economiche bilaterali come conseguenza delle sanzioni illegali contro l’Iran, abbiano allontanato il grande mercato di consumo e di investimento iraniano dal settore privato in Europa e in definitiva da quello italiano. É chiaro che entrambe le parti hanno subito un grande danno. L’Italia può attraverso azioni e decisioni appropriate e lungimiranti, cogliere queste occasioni per salvaguardare il proprio ruolo speciale nelle relazioni economiche con l’Iran. La complementarietà di interessi e bisogni dei due Paesi, da una parte l’Italia, interessata a petrolio, risorse energetiche e nuovi mercati per i propri prodotti, e dall’altra l’Iran alla ricerca di nuove tecnologie e partecipazione a progetti di investimento, costituisce la base su cui è possibile formare e sviluppare nuovi rapporti commerciali e bilaterali.

Vorrei qui sottolineare che io e i miei collaboratori presso l’Ambasciata della Repubblica islamica dell’Iran in Italia siamo a disposizione per offrire assistenza e aiuto a quanti interessati ai positivi rapporti tra i due Paesi e il Gruppo di amicizia è lo strumento migliore al servizio dello sviluppo di queste relazioni. Sono presenti qui oggi persone in grado di contribuire efficacemente alle cooperazioni economiche bilaterali con cui è possibile avere un proficuo scambio di idee. Vi lascio infine con la speranza che le nuove attività dell’Associazione di Amicizia e Cooperazione Italia – Iran possano incrementare le necessarie interazioni tra i due Paesi svolgendo un ruolo determinante nei vari settori di interesse.

Il mio grazie per la Vostra presenza in questa occasione e per l’attenzione.

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