Breve storia delle relazioni politiche tra Iran e Italia

Le relazioni tra la Repubblica islamica dell’Iran e la Repubblica Italiana godono di un ricco passato storico e culturale, le due grandi civiltà che rappresentano è stato da sempre un fattore di importanza e efficacia fondamentale per il progresso dei rapporti bilaterali in ogni ambito.

A) Relazioni prima della Rivoluzione

La Storia delle relazioni politiche tra l’Iran e l’Italia risale al periodo Partico epoca in cui l’Iran e Roma erano due grandi potenze universali ; con la caduta dell’Impero Romano e la fine della dinastia Sassanide i rapporti vivono un momento di arresto, l’ascesa dei Safavidi successivamente segna una ripresa sempre più intensa delle relazioni.

Dopo la dichiarazione d’Indipendenza e la proclamazione dell’Unità d’Italia nell’anno 1862 viene firmato tra i due paesi un Trattato di Amicizia e nell’anno 1873 un Accordo commerciale. Dal 1886 i due paesi aprono le proprie rappresentanze permanenti nelle reciproche capitali . Durante la Seconda Guerra Mondiale e dopo l’occupazione dell’Iran da parte degli Alleati le relazioni tra l’Iran e l’Italia e gli altri paesi allineati, si interrompono fino alla fine della guerra, per riprendere con normalità dopo la fine del conflitto. Il 15 dicembre 1977 l’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone ri reca in Iran a capo di una delegazione politico-economica di alto rango.

Dalla fine degli anni cinquanta fino alla costituzione della Repubblica islamica, le relazioni tra i due Paesi, soprattutto in ambito economico, si stabilizzano su un buon livello.

B) Relazioni dopo la Rivoluzione Islamica

Contemporaneamente alla vittoria della Rivoluzione islamica, l’opinione pubblica italiana e particolarmente i gruppi di sinistra parteciparono a manifestazioni in favore dell’Iran . Tuttavia con l’intensificarsi delle tensioni nelle relazioni dell’Iran con gli Stati Uniti, l’Italia finì con l’allinearsi con le posizioni americane e approvando l’imposizione di sanzioni economiche contro l’Iran da parte delle potenze occidentali.

Quest’ultimo fattore non ha mancato, nel tempo e ciclicamente di appanare le relazioni tra i due Paesi. In considerazione della necessità comune di salvaguardare i reciproci interessi economici e commerciali, le parti hanno cercato, nonostante il perdurare delle sanzioni, di onorare i vecchi contratti.

Sebbene l’Italia in ragione dei profondi legami con l’occidente in molte occasioni in ambito internazionale non abbia sostenuto la Repubblica islamica dell’Iran, rispetto ad altri paesi, ha relativamente tentato di dare giustificazioni circa le proprie posizioni, non costituendo di fatto una opposizione alla Repubblica islamica .

Durante la guerra imposta all’Iran dal regime di Saddam Hussein durata 8 anni, l’Italia pur avendo numerosi progetti comuni di sviluppo, nonché un ampio interscambio commerciale con l’Iraq, ha dichiarato la propria neutralità rispetto al conflitto, evitando dichiarazione dirette in merito e manifestando le proprie prese di posizione nel quadro europeo . Per quanto l’Italia abbia espresso la sua condanna circa il criminale impiego delle armi chimiche da parte dell’Iraq durante la Guerra Imposta, a proposito di altre violazioni degli accordi internazionali da parte dell’Iraq contro l’Iran, è rimasta in silenzio.

Con la fine della Guerra Imposta dall’Iraq alla Repubblica islamica dell’Iran e l’inizio della Ricostruzione, le società italiane hanno cercato di acquisire ruoli soddisfacenti in progetti infrastrutturali e di edilizia, particolarmente nel settore energetico e tecnico. In questo periodo si è registrata un’impennata nelle cooperazioni commerciali e economiche tra i due Paesi. L’Italia è stata tra quei Paesi che accolsero con soddisfazione il progetto del Dialogo tra Civiltà avanzato dalla Repubblica islamica dell’Iran, senza tuttavia attivarsi concretamente per realizzare quell’idea.

Anche gli ultimi anni sono stati caratterizzati da relazioni diplomatiche tra i due Paesi, che si considerano reciprocamente partner affidabili . Le relazioni bilaterali, nonostante la presa di posizioni ostili da parte dell’Occidente nei confronti del Programma nucleare pacifico della R. Islamica dell’Iran, godono di buona salute e vi sono stati scambi di delegazioni a livello di Presidenza della Repubblica, Vice Presidenza e Ministero degli Affari esteri dei due Paesi.

Complessivamente, dall’inizio delle relazioni diplomatiche ad oggi sono stati siglati tra i due Paesi e sono tutt’ora in vigore, 25 accordi di cooperazione nei settori politico, economico, turistico, culturale, artistico, universitari e in materia di lotta alle sostanze stupefacenti e al crimine organizzato .

In questo periodo l’Iran ha inviato in Italia più di 47 Ambasciatori e Incaricati d’Affari e il Governo italiano parimenti è stato rappresentato in Iran da altrettanti Ambasciatori e Alti Rappresentanti politici.