News


Interventodell'ambasciatore iraniano in occasione della presentazione del libro “Lo specchio della cultura”

Pubblicato: Mar 5, 2012

Testo dell’intervento di S.E. Seyed Mohammad Ali Hosseini in occasione della presentazione del libro “Lo specchio della cultura” – Università Tor Vergata - 5 marzo 2012 Roma

L’Iran e l‘Italia sono tra le più antiche civiltà dell’Umanità e sono da sempre considerate culle di cultura e di civilizzazione nelle aree del Medio Oriente e del Mediterraneo e in ragione dell’importante ruolo che hanno svolto nella promozione del livello della cultura delle società a loro vicine. Questi due paesi nel corso dei secoli scorsi sono stati centri di diffusione di due importanti religioni abramitiche tant’è che l’Italia è considerata il cuore del cristianesimo e l’Iran uno dei grandi poli del mondo islamico.


Continua

Israel teams with terror group to kill Iran's nuclear scientists, U.S. officials tell NBC News

Pubblicato: Feb 10, 2012

Updated: 11:14 a.m. ET -- Deadly attacks on Iranian nuclear scientists are being carried out by an Iranian dissident group that is financed, trained and armed by Israel’s secret service, U.S. officials tell NBC News, confirming charges leveled by Iran’s leaders.

ROCK CENTER EXCLUSIVE

The group, the People’s Mujahedin of Iran, has long been designated as a terrorist group by the United States, accused of killing American servicemen and contractors in the 1970s and supporting the takeover of the U.S. Embassy in Tehran before breaking with the Iranian mullahs in 1980.

The attacks, which have killed five Iranian nuclear scientists since 2007 and may have destroyed a missile research and development site, have been carried out in dramatic fashion, with motorcycle-borne assailants often attaching small magnetic bombs to the exterior of the victims’ cars.


Continua

Intervento di S.E. Seyed Mohammad Ali Hosseini in occasione dell'incontro presso la Fondazione dei Cavalieri del lavoro a Roma

Pubblicato: Jan 24, 2012
Gentili Signore e Signori, cari studenti,

Sono felice di quest'occasione che mi permette di essere tra voi stasera. Grazie innanzitutto ai responsabili organizzatori di questa iniziativa e al prezioso coordinamento del Dr. Alessandrello, Presidente della Camera di Commercio Italia–Iran.

Articolerò il mio breve intervento in più sezioni, al termine del quale sarò lieto di rispondere alle vostre domande. Inizierò con brevi cenni generali in merito alla storia, alla geografia, alla società e all'ordinamento politico dell'Iran, soffermandomi poi sulle relazioni culturali e artistiche dell'Iran e dell'Italia per concludere con uno sguardo all'economia e alle relazioni bilaterali tra i nostri due Paesi.

L'Iran con una popolazione di più di settantacinque milioni di persone si colloca nel continente asiatico, tra il Mar Caspio a Nord e il Golfo Persico e il Mar dell'Oman a Sud. Da un punto di vista prettamente climatico è tra i paesi con condizioni pressoché uniche. L'Iran essendo in un punto di collegamento nella regione euroasiatica gode di condizioni strategiche. È membro dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, del Movimento dei Paesi non allineati, della Conferenza Islamica, dell'OPEC, dell'Organizzazione di Cooperazione Economica (ECO).

Le relazioni culturali tra l'Iran e l'Italia

L'Iran e l'Italia sono tra le più antiche civiltà dell'Umanità e sono da sempre considerate culle di cultura e di civilizzazione nelle aree del Medio Oriente e del mediterraneo e hanno svolto un ruolo importante nella promozione del livello della cultura delle società a loro vicine. Questi due paesi hanno anche svolto un ruolo molto importante nella diffusione di due religioni abramitiche nel corso dei secoli scorsi, tant'è che l'Italia è considerata il cuore del cristianesimo e l'Iran uno dei grandi poli del mondo islamico. Naturalmente due nazioni con così lunghe storie di civiltà e cultura dispongono di importanti potenzialità nello sviluppo dei loro rapporti e fortunatamente uno sguardo ai rapporti bilaterali tra l'Iran e l'Italia evidenzia bene queste affinità nei tre settori culturale, religioso e storico.

Le prime testimonianze delle relazioni culturali tra l'Iran e l'Italia risalgono al periodo sassanide. Nel 533 fu stipulato un trattato di pace tra Cosroe I, imperatore sassanide e Giustiniano, imperatore bizantino, in base a cui gli ultimi sette filosofi della accademia di Atene, che si erano riparati nell'impero persiano, ricevettero il permesso di tornare nei territori dell'impero bizantino.

Anche nell'era islamica sono continuate le interazioni culturali tra l'Iran, grande paese della civiltà islamica e l'Italia, centro della cultura cristiana. Nella prima metà del XII secolo il libro all'Iqtisad fil'i'tiqad di Mohammad Al Ghazzali fu tradotto in Italia. Le opere di Avicenna e più di settanta importanti volumi di autori islamici e iraniani sono state tradotte in latino da un italiano Gherardo da Cremona. Nel 1350 il Libro Al-Hawi di Zacaria Razi, fu tradotto in latino su ordine di Carlo I dà Angiò Re di Napoli e di Sicilia. Tra il 1886 e il 1889 la traduzione completa dello Shahname di Ferdousi ebbe luogo attraverso Italo Pizzi famoso iranista. Nel 1933 in occasione del millesimo anniversario della nascita di Ferdousi, una piazza di Roma fu dedicata al sommo poeta e nel 1951 vi fu istallata la statua, tuttora è ammirabile.

Dopo la seconda Guerra Mondiale, l'Italia è divenuta un importante centro d'iranistica in Europa; in quegli anni, vi furono sempre più studenti iraniani nelle Università italiane e questa nuova era negli scambi culturali tra idue Paesi portò nel 1958 alla firma dell'Accordo culturale tra Iran e Italia in base a cui il Governo italiano ogni anno concedeva un determinato numero di borse di studio agli studenti iraniani. Poco dopo fu istituito il corso di laurea di Lingua e letteratura italiana nell'Università Melli e nel 1963 fu aperto l'Istituto culturale italiano a Teheran.

Nell'Aprile del 1970 vi fu il congresso internazionale degli iranisti dal titolo "Iran nel Medioevo" alla presenza d'iranisti da tutto il mondo e con la collaborazione dell'Istituto culturale iraniana e l'Accademia dei Lincei, di cui un importante risultato fu la creazione di un istituto di Iranistica italiana.

I rapporti culturali tra Iran e Italia sono continuati dopo la vittoria della rivoluzione islamica in Iran e sono in corso buone collaborazioni culturali nel settore archeologico. Si può infine affermare che le relazioni e interazioni culturali tra gli esperti dei due Paesi siano degne di lode, ma senz'altro meritino ulteriore approfondimento.

Quanto finora detto testimonia la grande storia dei nostri rapporti culturali che ci vede protagonisti attivi nel corso dei secoli e ci ricorda nel contempo che nonostante il pregevole passato, negli anni più recenti per vari motivi, sono state perse alcune preziose occasioni di ampliare le relazioni, molto quindi ancora resta da compiere.

Relazioni economiche tra Iran e Italia

L'Iran nel 2010 ha prodotto 357, 2 miliardi di dollari e un reddito pro capite di 10.600 dollari. Il volume totale delle esportazioni iraniane nel 2010 è stato di 84,92 miliardi di dollari e le nostre importazioni sono state pari a 58,97 miliardi di dollari.

La R. I. dell'Iran con 4,252 milioni di barili di greggio al giorno si colloca come il quinto paese mondiale produttore di petrolio e terzo esportatore di questa materia con 2,523 milioni di barili al giorno.

L'Iran è il secondo paese del mondo per le risorse di gas e la presenza di enormi risorse di materie prime e l'accesso alle acque internazionali ha trasformato il paese in una potenza economica del medio oriente in più il mercato interno di 75 milioni di consumatori e il mercato esterno di 300 milioni dei paesi limitrofi ha trasformato l'Iran in un mercato attraente per gli investitori esteri e per il commercio internazionale.

L'Iran oltre ai settori di gas e petrolio offre ottime occasioni per attività imprenditoriali e investimenti esteri nei settori d'industria, agricoltura, infrastrutture, trasporti e settore manifatturiero.Con l'approvazione di leggi e regolamenti a sostegno degli investimenti esteri e le agevolazioni per la registrazione delle società, vi è stato un notevole incremento degli investimenti esteri nel paese.

Le relazioni commerciali tra l'Iran e l'Italia sono sempre in ottima salute e registrano un trend in crescita nei rapporti commerciali nonostante alcune difficoltà nel settore bancario e creditizio, tant'è che nel 2010 si è registrato un volume totale di 6,73 miliardi di euro.

Le relazioni tra i due Paesi hanno avuto un notevole sviluppo nel settore dell'economia e l'Italia in alcuni anni si è aggiudicata il posto di primo partner commerciale dell'Iran nell'Unione Europea. Il volume degli scambi tra i due paesi nei primi nove mesi del 2011 è stato di 5, 357 miliardi di euro, ovvero un incremento del 4% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente.

Pertanto l'Italia è il secondo paese dopo la Germania nelle esportazioni verso l'Iran per un valore di 1,530 miliardi di euro e le esportazioni iraniane verso l'Italia sono pari a 3,827 miliardi di euro.

La percentuale maggiore delle esportazioni iraniane verso l'Italia è di natura petrolifera e poiché in Iran vi sono molti altri settori i cui prodotti sono esportabili in Italia, sarebbe opportuna una revisione nel genere di merci oggetto di interscambio tra i nostri paesi.

È nota a tutti la realtà che le due economie dell'Iran e dell'Italia sono complementari e non in competizione. L'Italia è alla ricerca di petrolio, fonti energetiche e nuovi mercati per i propri prodotti e l'Iran cerca di sviluppare ulteriormente le proprie industrie e perciò è alla ricerca di nuove tecnologie e nuovi partner per progetti d'investimento in Iran. Pertanto tali necessità reciproche hanno comportato un incremento dei rapporti commerciali tra i due paesi.

Anche nel settore del turismo i due Paesi possono collaborare in molti settori, sono tra i paesi più antichi del mondo e il potenziamento delle attività turistiche non potrà che accrescere la conoscenza reciproca delle nostre nazioni.

Nonostante vi siano molti presupposti e potenzialità per incrementare le nostre collaborazioni, nel mondo attuale, è d'importanza fondamentale la competitività e quei paesi che riusciranno a creare condizioni migliori per le attività delle proprie imprese all'estero saranno i vincitori di questa grande competizione. L'esistenza del sostegno creditizio e la copertura assicurativa sono una necessità vitale per partecipare ai progetti economici e pertanto qualora le imprese italiane desiderino essere vincenti nella competizione con altri paesi europei ed asiatici sul mercato iraniano, dovrebbero godere di tali garanzie.

Paesi che cercano di imporre le sanzioni e gli embarghi perseguono in realtà interessi e disegni politici precisi, perciò è meglio che ciascun governo prenda in considerazione i propri interessi nazionali sostenendo le imprese del settore privato, fornendo loro tutto il sostegno e i mezzi a disposizione, affinché esso, alleggerito dal fardello delle questioni politiche, possa operare in condizioni ottimali.

In qualità di rappresentante della nazione e del Governo della Repubblica islamica dell'Iran desidero esprimere in questa sede la disponibilità ad ogni tipo di collaborazione che vada in direzione dello sviluppo delle relazioni in ogni settore, a livello nazionale e regionale, nonchè del rafforzamento dei legami tra i popoli dei due Paesi, attraverso lo scambio di delegazioni di vario tipo, l'organizzazione e la partecipazione a seminari scientifici, culturali ed economici.

È nostro desiderio che l'Italia mantenga la sua posizione di rilievo nelle relazioni dell'Iran con l'Europa e siamo pronti a lavorare con slancio e di più con l'Italia.

Spero che i due Paesi Iran e Italia con mutuo impegno e utilizzando la cultura come loro strumento principe, possano creare più che in passato le condizioni per più ampie relazioni tra i due paesi in ogni settore e sono certo che i legami e le numerose caratteristiche comuni storiche e culturali tra essi daranno vigore a queste relazioni.

Intervento di ambasciatore iraniano su Hakim Omar Khayyam Nishaburi

Pubblicato: Dec 21, 2011

Ghiyāth al-Dīn Abū l-Fatḥ Omar ibn Ibrāhīm al-Nīsābūrī noto anche come al-Khayyāmī (o al-Khayyām) è nato nella citta'di Nīshāpūr in Iran nel 1048 ed è stato un filosofo, matematico, astronomo e poeta persiano del tempo dei Selgiuchidi.

Universalmente noto, Khayyam è stato oggetto di studi, pubblicazioni e seminari in molti paesi del mondo e molto spesso è stata considerata solo la dimensione letteraria, sottovalutando gli apporti fondamentali che egli diede all'evoluzione di materie scientifiche come la matematica e l'astronomia. Pertanto oggi Khayyam è più conosciuto come poeta per le sue celeberrime Rubayat, che come scienziato. L'opposto di quanto avvenne ai suoi tempi.


Continua

Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran
Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell'Iran in Italia
Agenzia Stampa Iraniana Irna